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La leggenda di Cola Pisci
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Spettacolo che racconta la leggenda di Cola Pisci, molto diffusa, con alcune varianti, nell'Italia meridionale già a partire dal XII secolo. Caldarera ne dà un'interpretazione inedita, accostando la figura del giovane Cola ai tanti eroi e martiri della recente storia siciliana. Cola era un ragazzo che amava tantissimo il mare, a tal punto da passare tutto il suo tempo in acqua a nuotare. Era così grande la sua abilità, che tutti lo chiamavano Pesce. Fu così che Cola diventò per tutti Colapesce. Quante storie raccontava di quel mondo sotto il mondo! E le barche che aiutava! Ma la mamma era scontenta di questa stravaganza e un giorno, mentre il figlio stava per andarsi a rituffare, si arrabbiò a tal punto che gli gridò: «Che tu, o Cola, possa davvero diventare un pesce!». Nel frattempo, Federico II re di Sicilia, che cercava uno sposo degno della propria figlia, volle metterlo alla prova, gettando a mare una coppa, una collana e un anello. Colapesce si immerge, recupera i primi due oggetti e si rituffa nello Stretto di Messina per recuperare l'anello che sigillerebbe il suo amore con la principessa. Ma non fece più ritorno. «Si dice che Colapesce, giunto in fondo al mare, vide che una delle tre colonne che sostengono la Sicilia, era quasi sul punto di infrangersi. Allora, temendo che la nostra bella Sicilia potesse sprofondare da un momento all'altro, volle sostituirsi alla colonna, e corse per sorreggerla, per non farla spezzare del tutto. Altri dicono che Cola vaghi ancora disperato sul fondo del mare in cerca dell'anello della principessa. Ma l'anello è troppo piccolo e il mare tanto grande...» Con Ludovico Caldarera, Monica Andolina e la partecipazione straordinaria di Michele Piccione. A seguire LU TRENU DI LU SULI di Ignazio Buttitta Recital a cura di Ludovico Caldarera "È dal buio che nasce la luce e lo sa bene Turi Scordu che, strappato alla sua terra come un albero alle radici, dall'oscurità delle miniere di carbone in Belgio ha acceso la luce di un nuovo inizio per la sua famiglia giù a Mazzarino. Ecco perché la moglie lo raggiungerà. Anzi, è già salita con i figli sul treno, il treno del sole. Sulle rotaie sembra proprio di volare, lanciati da un destino che niente può frenare, inarrestabile come il tempo che batte i suoi giri intorno al sole e illumina ogni giorno i nostri passi fino a sera. Come sarà cambiare paese? E gli stranieri? Tutto è nuovo, tutto è una domanda, tutto è un mistero di felicità, una luce, un sole a cui più ti avvicini più finisci per bruciarti. Bruciarti come per un'esplosione in Belgio, un incidente, una notizia che viaggia incontro al treno sui fili di una radio strappando la pelle di Rosa Scordu con la violenza improvvisa di una lingua straniera. Dov'eravamo un attimo fa e dove siamo adesso? Il vagone, lo stesso vagone di prima, è diventato fossa e fiamma straziante che accende l'alba di un altro giorno. Un giorno inarrestabile come il treno che batte i suoi giri intorno al sole". Con Ludovico Caldarera, Federico Immesi e Annalisa Cardella

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