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Freaks
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Il restauro di "Freaks" arriva nelle sale italiane. Dal 24 ottobre, la cineteca di Bologna porta al cinema il cult di Tod Browning. Anteprima Venerdì 21 ottobre al Cinema De Seta - Cantieri Culturali alla Zisa con Franco Maresco. "Freaks" è il nuovo titolo presentato dalla Cineteca di Bologna nell'ambito del progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema, per la distribuzione dei classici restaurati. Un film che portò scompiglio tra gli spettatori del 1932: oggi Freaks di Tod Browning è un cult scolpito nell'immaginario mondiale e arriva nelle sale italiane, in versione restaurata, dal 24 ottobre, presentato dalla Cineteca di Bologna, nell'ambito del suo progetto Il Cinema Ritrovato. Il restauro di Freaks sarà in anteprima a Palermo venerdì 21 ottobre (ore 21, Cinema De Seta; serata a cura dell'Associazione Culturale Lumpen), presentato da Franco Maresco e dal direttore artistico di Sicilia Queer, Andrea Inzerillo. "30 anni fa, con Cinico Tv, abbiamo portato nel cinema italiano la finitudine, la caducità dei corpi. E lo abbiamo fatto nel pieno di un decennio, gli anni Ottanta, in cui si sviluppava invece il culto del corpo, e, con esso, dell'effimero", ricorda proprio Franco Maresco. "Cinico Tv ha invece sbattuto violentemente in faccia tutto un altro mondo". "Questo film dovrà essere più orribile di tutti gli altri", diceva Irving Thalberg, grandeproduttore della Metro Goldwyn Mayer, che da Tod Browning - reduce solo l'anno precedente dal Dracula con Bela Lugosi girato per la Universal - voleva un film dell'orrore. Ma il regista era pronto a scardinare ogni imposizione e sconvolgere ogni aspettativa. Inno alla mostruosità innocente contro la normalità colpevole, Freaks è un'opera affascinante, commovente e inclassificabile, che ci lascia ancora oggi esterrefatti per coraggio, incoscienza e modernità di stile, capace di superare le categorie tradizionali di realismo e finzione, di fantastico e horror. Prima voluto e poi rinnegato dalla Metro Goldwyn Mayer - che voleva contrastare il successo della Universal con Frankenstein -, Freaks nasce dal racconto Spurs, dello scrittore Tod Robbins, uscito qualche anno prima, nel 1923, capace di affascinare immediatamente Tod Browning, al punto da farne acquistare immediatamente i diritti alla MGM e di impegnarlo nel progetto di trasposizione cinematografica già dal 1927. Come scrive Leoneardo Gandini nel "Castoro" dedicato a Tod Browning, il regista "convince sceneggiatori e produzione a capovolgere il senso del racconto. Nel raccontare la storia di un matrimonio fra un nano e una bella cavallerizza, che lo sposa per la sua eredità, Robbins faceva della ragazza, a dispetto della sua avidità, una vittima del marito. Il giorno delle nozze, la moglie, per schernire il nano, gli dice che sarebbe in grado di condurlo in spalle da un capo all'altro della Francia. Per vendetta, questi la obbliga a vivere in un luogo segregato, facendola sorvegliare da un cane da guardia, e costringendola tutti i giorni, dall'alba al tramonto, a portarlo in spalle lungo solitarie strade di campagna. Per Browning invece il personaggio negativo è quello della ragazza (che nel passaggio dalla pagina allo schermo è diventata una trapezista), così che a essere messo in primo piano è il rapporto di cinico sfruttamento che la lega al marito, innamorato di lei al punto da non accorgersi delle sue reali intenzioni". Ma certamente la cosa che più turbò la realizzazione del film fu la decisione di Tod Browning "di avvalersi, per i personaggi del circo, di veri fenomeni da baraccone, e non di attori travestiti per l'occasione, come si era in questi casi soliti fare", annota sempre Gandini. "Quando gli studi della MGM cominciano, nell'autunno del 1931, a riempirsi di bizzarri personaggi - gemelli siamesi, uomini privi di arti, donne barbute, ragazze dalla testa a punta, ermafroditi - Mayer va su tutte le furie, e cerca di bloccare il progetto, ma Thalberg gli tiene testa". L'impatto di Freaks sul pubblico dei primi anni Trenta fu impressionante: "Molti svennero durante l'anteprima, che ebbe luogo agli inizi di gennaio a San Diego, e si concluse con la fuga degli spettatori", ricorda lo studioso francese Jacques Goimard. "Si rimise il film in cantiere: molte scene scomparvero, a cominciare dalla castrazione di Hercules. Di contro, fu aggiunto un nuovo finale", nel quale la nana Frieda consolava il nano Hans abbracciandolo e dichiarandogli il proprio amore. Non esiste una documentazione precisa sui tagli e i cambiamenti imposti al film per l'uscita di Freaks negli Stati Uniti nel febbraio del 1932. Secondo Leonardo Gandini "alla versione voluta da Browning, che durava circa un'ora e mezza, vengono tolti quasi trenta minuti: ad essere sacrificate, oltre al finale, sono diverse scenette comiche, mentre le notazioni di vita quotidiana sui freak subiscono un notevole ridimensionamento". Rimangono 62 minuti capaci di sconvolgere gli spettatori di ogni tempo, fino a quelli che ora potranno vedere Freaks, restaurato, in 70 sale italiane.

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