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Pani e grani di Sicilia
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Nell'ambito dell'ottava edizione della Settimana delle culture (11-19 maggio 2019), il Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo e la Fondazione Ignazio Buttitta allestiscono presso il Mulino Storico del Complesso Monumentale di Sant'Antonino (Piazza Sant’Antonino, 1) la mostra fotografica Pani e grani di Sicilia con immagini di Leonardo Timpone. La mostra, che sarà inaugurata il 16 maggio prossimo alle ore 17,00, è introdotta da interventi di Ignazio Buttitta e Nello Blangiforti. Sono più di 40 gli scatti realizzati da Leonardo Timpone, fotografo sensibile ai temi della cultura contadina e degli antichi metodi di lavoro.

Lo storico Diodoro Siculo ci consegna il mito di una Sicilia “madre delle messi” segnalando l’intima relazione tra culti, istituti festivi e cicli del lavoro contadino già presente nelle Opere e i giorni di Esiodo. I miti come i riti, d'altronde, hanno, più spesso di quanto generalmente si ritenga, profonde radici nei territori, nei paesaggi e nelle vicende che questi territori e paesaggi hanno attraversato. Così come incontri e scontri di popoli, sommovimenti di comunità e di classi, ascese e discese sociali di singoli e di gruppi, sono stati largamente conseguenza più o meno immediata del controllo degli spazi granari e dell’andamento della produzione cerealicola, allo stesso modo le visioni del mondo, le organizzazioni sociali, le forme della cultura materiale, gli immaginari mitico-rituali della più parte degli abitanti delle regioni del Mediterraneo si sono in ogni epoca costruiti sulle vicende del frumento e dei suoi prodotti: il pane innanzitutto, esito concreto di un processo ergologico che con le sue attività, le sue scadenze e i suoi momenti critici regolava e marcava i tempi e le forme del vivere comunitario. Desiderato, ricercato, conteso il pane era, e largamente permane, elemento costitutivo di ogni pasto, dei poveri come dei più abbienti, vera e propria ipostasi del cibo: sia sul piano squisitamente alimentare che sul piano simbolico. Metafora cosmologica e cosmopoietica, sintesi di ogni trasformazione creativa e d’ogni ciclo vitale, nella storia del pane, dal seme al prodotto finito, sono racchiuse ogni storia e ogni umana istanza: la vicenda del nascere, del vivere, del morire, del risorgere; la necessità dialettica tra immanenza e trascendenza come quella tra natura e cultura.

La mostra resterà allestita fino al 31 maggio 2019 ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18, sabato dalle ore 9 alle ore 12. Ingresso libero.

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