Rosa Fulgida

Rosa Fulgida
dal 08 Luglio 2019 al 28 Luglio 2019

Dall'8 al 28 luglio, alla Fabbrica 102 di Via Monteleone 36, si terrà l'evento "Rosa Fulgida".

Il poeta Mario Luzi, nel suo Corale della città di Palermo per Santa Rosalia, fa rivolgere il popolo palermitano alla sua Patrona con queste parole: «Che santa, Rosalia! / La più grande che ci sia! / Nasce dalle sue ossa! / Principia dalla sua fossa!»

È innegabile, nonostante il culto della Santuzza fosse ampiamente attestato molto prima della inventio delle sue reliquie ( 1624) , che il ricordo di lei era già da tempo caduto nell'oblio, e che la devozione vera e propria sia esplosa solo a partire dal ritrovamento dei suoi presunti resti umani sul Monte Pellegrino. Dico “presunti” perché la storia ci offre un resoconto dettagliato di come le ossa rinvenute sul Monte Pellegrino non siano mai state attribuite con certezza alla giovane Santa, e di come il Senato e la Curia di Palermo - a seguito di una tenace pressione esercitata dal popolo che la voleva, prepotentemente, protettrice della città - si siano visti letteralmente costretti a dichiarare come autentico quel mucchio di ossa ritrovate dagli stessi palermitani che si erano messi a scavare tra le rocce della montagna.

Pertanto la legenda - ovvero la narrazione della vita di un Santo – nel caso di Rosalia,vede una redazione postuma di molti secoli rispetto all'epoca in cui la Santa sarebbe vissuta ( seconda metà del secolo XI). Solo nel 1620, infatti, il Gaetani ne elabora una biografia intessuta di notizie raccolte qua e là dalla tradizione per lo più orale, stando alla quale Rosalia sarebbe stata ancella della Regina Margherita, moglie del re Guglielmo I ( principe di Capua tra il 1144 e il 1149 ), e quindi, sulla base di tale cronologia, sarebbe vissuta tra il 1130 e il 1170. Abbandonati gli agi della corte, Rosalia avrebbe scelto l'eremitaggio, isolandosi in un monastero: una tempera su tavola (XII sec?) - prima testimonianza pittorica nella quale viene ritratta -  ci mostra la Santa nelle vesti di monaca basiliana.

Proprio questa tavola sarebbe stata fonte di conflitti, a seguito del rinvenimento delle sue reliquie, tra i Francescani ( i primi fondatori di un monastero sul Monte Pellegrino) i quali supponevano che Rosalia fosse appartenuta al loro Ordine,  e i Gesuiti, che sostenevano la teoria dei Benedettini e delle Basiliane.

Ciononostante, a prevalere, nell'immaginario e nell'arte popolare, fu l'iconografia di Rosalia vestita d'un saio francescano, stesa tra le rocce del Monte, coronata di rose - elemento iconografico, le rose, che trae origine dall'etimologia stessa del suo nome: Rosa-lilium (rosa e giglio).

Paradossale è come all'assenza di dati certi sull'esistenza terrena della Santuzza, ad una sua iconografia piuttosto recente e ad una certa mutevolezza e versatilità del Festino - la festa barocca che commemora, a metà luglio, la liberazione della città dalla peste per intercessione di Rosalia, proponendosi di regalare ai cittadini uno spettacolo nuovo di anno in anno - si debba la libertà dei moltissimi artisti che durante i secoli si sono cimentati nella sua rappresentazione, non di rado concedendosi la licenza di raffigurarla sotto le più svariate vesti e nei più bizzarri modi, eppur mai t trascurando i tre elementi che la contraddistinguono nel pantheon cristiano: le rose, il teschio, il crocifisso.

“Rosa fulgida” - che trae il titolo da un verso dell'Inno a Santa Rosalia -  vuole omaggiare la Patrona di Palermo per mezzo del contributo di 15 artisti siciliani i quali, nel rispetto della tradizione e della devozione che la città le tributa, generosamente, assecondando ciascuno la propria sensibilità e la propria peculiare tecnica, si sono lasciati ispirare da storia e leggenda, restituendoci un'immagine molteplice e fresca della Santa, icona antica e sempre attuale, presenza viva, amica ed alter-ego dei palermitani.

A dedicare un'opera alla alla Santuzza saranno Igor Scalisi Palminteri, autore del celebre murales di San Benedetto il Moro, Antonio Fester Nuccio, che ha dipinto murales della metropolitana Lolli, le illustratrici Mariella Cusumano e Alessandra Di Paola, le animatrici Valentina Lo Duca e Marianna Giuliana, l'artista catanese Ljubiza Mezzatesta, lo scultore Filippo Leto, i pittori Salvo Rivolo, Giuseppe Vitrano e Antonino Gaeta, gli artisti Sabrina Augugliaro, Sergio Barbara, Vincenzo Magro, e lo stesso Benedetto Galifi, scrittore, cultore delle tradizioni popolari, artista eclettico, che ha già curato varie mostre ed ha recentemente collaborato con la Fondazione Ignazio Buttitta.

L'inaugurazione della mostra ( 8 luglio ore 19) sarà accompagnata da un'installazione sonora del chitarrista Francesco Maria Martorana. 

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Data pubblicazione: 01/07/2019