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Fratelli
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Dal 14 al 25 febbraio, nella Sala Strehler del Teatro Biondo, andrà in scena "Fratelli".

Ispirato al romanzo omonimo di Carmelo Samonà (pubblicato nel 1978) lo spettacolo affronta il tema della malattia attraverso un congegno narrativo di grande impatto. Samonà è stato un intellettuale di grande levatura e i suoi romanzi vennero accolti come veri e propri casi letterari. Fratelli nasce dal silenzio, dal vuoto dell’uomo, la sua malattia congenita è la solitudine. I due fratelli del racconto vivono isolati in un vecchio appartamento, dove soltanto a sprazzi arriva il flebile impasto sonoro della città. Non esiste nulla di stabile, di preciso, di definito: sembrerebbe un aleggiare di corpi e voci che si battono contro ostacoli invisibili. La regia spezza l’io narrante per convivere tra i due personaggi in un rimbalzo di emozioni che segue l’andamento tortuoso del testo.

Fratelli nasce dal silenzio, dal vuoto dell’uomo, la sua malattia congenita è la solitudine. I due fratelli del racconto vivono isolati in un vecchio appartamento, dove soltanto a sprazzi arriva il flebile impasto sonoro della città. Non esiste nulla di stabile, di preciso, di definito: sembrerebbe un aleggiare di corpi e voci che si battono contro ostacoli invisibili. La regia spezza l’io narrante per farlo convivere tra i due personaggi, in un rimbalzo di emozioni che segue l’andamento tortuoso del testo.

«Fratelli – spiega Claudio Collovà – è un racconto di una grande bellezza e silenzioso a tal punto che, al di là della storia realistica e biografica, occupa una dimensione metaforica utile per una ricerca teatrale non vincolata, che mi ha spinto a considerare i due fratelli come un io diviso, come due aspetti diversi e contrastanti della stessa persona. L’uno nel suo maniacale tentativo di mettere sistematicamente ordine al mondo e ai comportamenti dell’altro attraverso una scia di indizi che fedelmente registra, e l’altro, consciamente e involontariamente, teso alla distruzione delle infinite e contraddittorie riflessioni del fratello, e materialmente impegnato a disordinarne le tracce per distruggere ogni indagine su di sé. Irrealtà e realtà si intrecciano e si mescolano, e i due fratelli, per ragioni diverse, sembrano afflitti entrambi dalla malattia. Una lotta incessante, violenta ma anche carica di amore, che li accomuna e li rende simili».

Iconograficamente, Collovà si è ispirato alla pittura di Francis Bacon, affidando al make-up artist Gae Pusanti il trucco degli attori e ad Enzo Venezia i costumi e la scena, delimitata da strutture geometriche che sembrano uscite da un dipinto dell’artista inglese.

Spiega il regista: «Considero Bacon un riferimento fondamentale proprio per certi disequilibri che riguardano innanzitutto l’anima, con figure che sono grumi di dolore e di agonia e tuttavia cocciutamente vivi. Del resto la solitudine, la provvisorietà, la crisi, l’incomunicabilità sono i tratti distintivi che avvicinano l’opera di Bacon al mondo raccontato da Samonà nel suo meraviglioso romanzo».

Claudio Collovà ripropone Fratelli, che aveva messo in scena diversi anni fa per il “Festival di Palermo sul Novecento”, in una nuova edizione che non definisce “una ripresa”: «Sarà una nuova regia – spiega Collovà – con molta più esperienza da parte mia e molti attraversamenti. L’immaginario resterà lo stesso, ispirato alla pittura di Francis Bacon. Fratelli è un romanzo scarno di parole, ricchissimo di silenzi, ma anche di azioni che rendono possibile un percorso di drammaturgia teatrale».

Maggiori informazini sul sito del Teatro Biondo

 

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