402° Festino di Santa Rosalia

Immagine 402° Festino di Santa Rosalia
dal 01 Luglio 2026 al 15 Luglio 2026

Sarà dedicato al Normanno il 402esimo Festino di Santa Rosalia in scena la sera di martedì 14 luglio 2026.

Una scelta fatta dal Comune in vista del Millennio Normanno, il 2027, ossia l'Anno Europeo dei Normanni, in cui si celebrerà il millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore (nato nel 1027) e coinvolgerà oltre 8 Paesi europei per valorizzare lo straordinario patrimonio storico, artistico e culturale lasciato da questo popolo.

Il progetto unirà tutti i territori che hanno fatto parte della grande epopea normanna: dai Paesi scandinavi fino al Sud Italia.


ll 15 luglio è un giorno speciale per i palermitani, poiché si festeggia la Santa Patrona della città, Santa Rosalia, affettuosamente chiamata dai cittadini, "la Santuzza". Il Festino, come è comunemente chiamato l'insieme dei festeggiamenti, è considerata la festa più importante di Palermo e, fin dal passato, ha rappresentato un elemento di forte attrattiva e di grande suggestione per i letterati e gli artisti e, ai giorni nostri, per i turisti che, in quei giorni, si trovano a visitare Palermo. Il Festino è una festa religiosa nella quale pesano molte contaminazioni popolari: straordinaria mescolanza tra sacro e profano delinea, quindi, l'espressione della grande devozione dei palermitani a Santa Rosalia.

Rosalia, vissuta nel XII secolo, durante la dominazione normanna, era figlia del duca Sinibaldo della Quisquina e delle Rose (località tra Bivona e Prizzi), nipote per parte di madre di re Ruggero d'Altavilla. Durante una battuta di caccia su Monte Pellegrino, Ruggero fu salvato dall'aggressione di un leone dal principe Baldovino: in premio, quest'ultimo chiese al re la mano di Rosalia. Sentendosi consacrata al Signore, la fanciulla fuggì dal Palazzo Reale, vivendo da eremita prima sul monte della Quisquina, dove trascorse dodici anni e poi, fino alla morte, in una grotta su Monte Pellegrino. Il culto della Santa si diffuse velocemente in tutta la Sicilia, lo testimoniano i diversi esempi iconografici e le numerose chiesette e cappelle a lei dedicate fin dall'epoca medievale. Ma il maggior impulso alla divulgazione della venerazione alla Santuzza si ebbe quando una terribile epidemia di peste sconvolse Palermo, dal giugno 1624 al febbraio 1626: secondo alcune stime, in città morirono quasi 30mila persone su una popolazione di circa 120mila abitanti. Nel frattempo, su Monte Pellegrino si scavava, infatti, qualche tempo prima, una donna del popolo, Geronima La Gattuta, inferma per una grave malattia, aveva sognato una fanciulla in abito monacale che le aveva promesso la guarigione se si fosse recata in penitenza sul monte; qui giunta a sciogliere il voto, la fanciulla le era apparsa nuovamente in sogno, indicandole una grotta in cui scavare per ritrovare il suo sepolcro. Il 15 luglio, il marinaio Vito Amodeo fu il primo a rinvenire un teschio e numerose ossa incastrate in un grande masso. Per tutti fu immediato il suggestivo collegamento con Santa Rosalia: il suo culto in città era finora piuttosto marginale, ma a quel punto si rinsaldò quel filo sottile della memoria popolare che ricordava la normanna vergine romita sul monte della città. Diffusasi subito la notizia del ritrovamento delle ossa, il cardinale Giannettino Doria si mosse con estrema cautela: dispose che esse venissero trasportate e custodite nel Palazzo Arcivescovile in attesa di un attento esame per accettarne l'autenticità. Il 13 febbraio 1625, il giovane Vincenzo Bonello, che aveva appena perso la moglie per il contagio, s'inoltrò su Monte Pellegrino per farla finita. Qui, incontrò una giovane pellegrina con un'aureola che gli disse di essere Rosalia, che le ossa ritrovate erano le sue e che la peste sarebbe cessata soltanto se esse fossero portate in processione per le strade della città, gli ordinò di riferire tutta al cardinale. Il 22 febbraio, la Consulta medico-teologica proclamò il riconoscimento dell'autenticità delle ossa, che furono trasferite in Cattedrale. Il Senato decise che le reliquie dovessero essere custodite in un'urna d'argento, che fosse costruita una sontuosa cappella in cattedrale e un'altra su Monte Pellegrino e che il 15 di ogni anno l'urna dovesse essere portata in solenne processione. Sotto la spinta dell'entusiasmo popolare, il 9 giugno dello stesso anno, il Senato organizzò una processione trionfale delle spoglie mortali della Santa nell'ambito di una sontuosa festa che durò nove giorni, durante i quali la città divenne un tripudio di luci, broccati, arazzi, archi di trionfo, statue, festoni di fiori. La peste comincia sensibilmente a decrescere e il 4 settembre 1625, giorno della nascita di Rosalia, fu pubblicato il bando che dichiarava la fine del terribile male. Anche la grotta su Monte Pellegrino, dove furono rinvenute le ossa della santa, divenne immediatamente luogo di culto e ciò portò alla realizzazione di un Santuario a lei dedicato. Molti testimoni dei primi festini sostengono con insistenza l'incapacità della scrittura di descriverne le meraviglie. Uno dei grandi viaggiatori del '700, Jean Houel, scrive: "Si accorre a Palermo per questa solennità da tutte le parti della Sicilia, del Regno di Napoli e anche di tutta Europa; almeno la maggior parte degli stranieri che sono in Italia non mancano di passare lo Stretto per godere di questa festa". Patrick Brydone, nel 1773, lo definì: "lo spettacolo più bello d'Europa". Ed è, appunto, la spettacolarità fastosa che desta stupore a caratterizzare da sempre le celebrazioni in onore di Santa Rosalia, dove il ringraziamento popolare per il miracolo della liberazione dalla peste si inserisce nella tipologia della festa barocca e nelle ragioni di trionfale ostentazione volute dalla classe politico-religiosa dominante. Il Festino divenne così, anche, la glorificazione della città e dei suoi governanti. Il culmine dei festeggiamenti si ha nei giorni 14 e 15 luglio. La maggior attrazione del 14 luglio è rappresentata dal Carro Trionfale, una gigantesca macchina scenica realizzata per la prima volta nel 1686, alla cui sommità troneggia la statua di Santa Rosalia, coronata di rose, il quale percorre il Cassaro, ovvero via Vittorio Emanuele, fino a Porta Felice, accompagnato da musici e cantori, la giornata si chiude con gli spettacolari giochi pirotecnici a mare. Il 15 luglio, invece, è dedicato alla festività religiosa con la processione dell'urna argentea, contenente le reliquie della Santuzza, lungo le vie del centro storico.

La devozione palermitana per Rosalia è profonda e contraddittoria come tutte le cose di casa nostra. Profonda perché il palermitano non si accontenta di celebrarla una volta sola. Ha bisogno di due date: il 15 luglio e il 4 settembre. A metà luglio, è la Santa a scendere in città circondata dall'amore e dalla devozione di migliaia di persone; il 4 settembre (giorno della nascita della Santa), sono i palermitani che ricambiano la visita, quando fanno l'acchianata, cioè vanno a piedi lungo l'antica strada che dalle falde porta alla grotta sul Monte Pellegrino. Il luogo deputato dell'incontro tra la Santa e la cittadinanza, nel Festino di luglio, è il Foro Italico che, per l'occasione si riempie di bancarelle dove si replica un rito gastronomico fortemente legato all'evento. Ci sono i mulunari con le angurie che galleggiano nelle vasche di acqua ghiacciata, i venditori di fichi d'india, i venditori di calia e simenza, ovvero ceci tostati e semi di zucca, ma, dove si possono anche gustare i luppini, le fave secche tostate, i cruzziteddri (castagne secche), la cubbaita (dolce di zucchero), la mandorlata e la nocciolata, ma il Festino è, soprattutto, il trionfo dei babbaluci, cioè le lumache.

Tra le novità della 402ª edizione dell'evento spicca una web-app gratuita denominata “Il Festino in tasca”. Si tratta di un autentico “passaporto” per esplorare la ricorrenza in ogni sua sfaccettatura: la celebrazione collettiva della comunità, le usanze popolari, i rioni dal cuore storico fino alle zone periferiche, la cucina tipica, gli appuntamenti collaterali e le funzioni religiose. Strumento affidabile, semplice, intuitivo, coinvolgente e disponibile in quattro differenti lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo), “Il Festino in tasca” risulterà fruibile direttamente dal telefono senza dover effettuare alcun download; al contrario, tramite un'operazione immediata potrà essere inserito nella schermata principale dello smartphone, in modo da restare costantemente accessibile durante i giorni di festa. Al suo interno, gli utenti disporranno di mappe interattive dell'itinerario – complete di tappe fondamentali e indicazioni pratiche –; della cronaca legata alla Santuzza, all'epidemia di peste, al rinvenimento delle spoglie e alla sfilata inaugurale del 1624; e ancora del folklore palermitano e dell'identità cittadina. È presente inoltre una moderna area dedicata alla “realtà aumentata” per sperimentare nuovamente – a partire dal 15 luglio – una frazione delle performance: puntando l'obiettivo verso Palazzo dei Normanni, si potrà infatti visualizzare il videomapping trasmesso nel corso della stazione iniziale del corteo.

Una delle fasi più emozionanti delle celebrazioni proseguirà in questo modo a esistere anche a riflettori spenti, offrendo a chi era assente l'opportunità di ammirarla e a chi ha partecipato alla notte del 14 luglio la chance di riguardarla a piacimento. L'intera manifestazione si confermerà comunque un'esperienza condivisa capace di unire tutta la popolazione, sviluppandosi attorno a un'identità visiva sospesa tra ieri e oggi che celebra il filone tematico ispirato allo stile arabo-normanno: provvista di un codice QR per un collegamento rapido alla piattaforma digitale, tale grafica comparirà nelle vetrine delle attività commerciali, sui ticket d'ingresso dei poli museali e nelle cartoline ricordo destinate ai locali pubblici.

Quest’anno Palermo celebra un viaggio iniziato nel 1624 che oggi compie 402 anni di storia e tradizioni.
È il 402° anniversario dal ritrovamento del corpo miracoloso di Santa Rosalia, patrona della città di Palermo. Simbolo di rinascita e di speranza.

Come ogni anno, la Santuzza viene festeggiata con un ricco calendario di eventi.

Maggiori informazioni e il ricco programma predisposto per i solenni festeggiamenti della Santa Patrona di Palermo sono disponibili nella web app Il Festino in tasca

Gli eventi collaterali organizzati dal Comune di Palermo durante il periodo del Festino di Santa Rosalia sono consultabili a questo indirizzo:

https://www.comune.palermo.it/vivere-il-comune/iniziative-per-santa-rosalia/

Il programma dello spettacolo del 14 luglio e del programma religioso sono consultabili in allegato

Programma religioso Festino 2026
Data pubblicazione: 01 Luglio 2026