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Vucciria

Vucciria
Passeggiando lungo le strade di alcuni rioni di Palermo, si ha l’impressione di stare in uno dei suk di una qualsiasi città musulmana. Non per niente, alcuni mercati sono stati realizzati durante la dominazione araba, ed ancora oggi, si possono notare l’aspetto, le consuetudini del vendere e del comprare, i colori, gli odori, l’usanza di sommergere strade e piazze con banchi, cesti, tendoni variopinti, tipico, appunto, dei tradizionali mercati nordafricani. I mercati di Palermo rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano. I mercati storici di Palermo sono dei veri e propri monumenti viventi! Non si può visitare questa splendida città senza ammirare questi spettacolari e pittoreschi mercati. Essi sono infatti quasi una sintesi dell’indole colorita ed allegra e della cultura poliedrica e cosmopolita del palermitano. Mentre ci si addentra nelle viscere di questi mercati si viene costantemente accompagnati dai richiami fatti ad alta voce, e spesso in modo piuttosto colorito, dai vari ambulanti per invitare a comprare la propria merce. Questo pittoresco invito viene chiamato “abbanniata” in dialetto palermitano. Ed in effetti parte dello spettacolo è anche quello di ascoltare questa “musica folkloristica” tipica dei mercati storici. In questi mercati storici si può acquistare di tutto un po’, ma soprattutto frutta, verdura, pesce e carne. Diciamo comunque che ogni palermitano che si rispetti, sa quale mercato scegliere in base a cosa deve comprare. I più importanti mercati storici di Palermo sono: Ballarò, la Vucciria, il Capo, il Borgo Vecchio. La Vucciria si estende lungo la via Argenteria sino alla piazza Garraffello. Era chiamata, anticamente, la “Bucceria grande” per distinguerla dagli altri mercati di minore importanza. Fu, infatti, la più importante “piazza di grascia”, ovvero mercato di alimentari della vecchia Palermo. La parola “Bucceria” deriva dal francese “Boucherie”, che significa “macelleria”, poiché il mercato, inizialmente fu destinato alla vendita della carne, ed a Palermo, tale termine divenne anche sinonimo di baccano, sicuramente per il forte vociare che si fa solitamente al mercato. Nel corso dei secoli la Vucciria venne più volte ampliata e modificata e nel 1783 il vicerè Caracciolo volle dare un’organica e decorosa sistemazione alla piazza, cuore del mercato, che fu chiamata piazza Caracciolo. Intorno alla piazza furono costruiti dei portici in modo da formare una loggia quadrata che ospitava i banchi di vendita. Al centro fu collocata una fontana con quattro leoncini che versano l’acqua disposti attorno ad un piccolo obelisco. Resisterà nella sua originaria forma quadrata con porticati per qualche secolo; cominciano poi le manomissioni e agli inizi di questo secolo, quando venne costruita la via Roma, il quartiere venne ridisegnato e la piazza ristretta. La Vucciria, oggi, è un mercato dove si vende di tutto: carne, verdura, pesce etc.

Vucciria
piazza Caracciolo - 90133 Palermo
bancarella colonna guttuso genio piazza1 aromi pesce via interna al mercato (verticale) bancarellaverticale2
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